Criticism
Lo Spazio Arte Luna –
Mondschein ha il piacere di ospitare fino al prossimo 15 marzo la mostra
personale di Marion Kac.
La giovane artista
altoatesina si esprime attraverso un linguaggio pittorico astratto che sconfina
di tanto in tanto in forme riconoscibili abbracciando a tratti un figurativismo
quasi onirico.
Sono immagini fugaci
veloci e forti. Queste, in contrasto cromatico, si mescolano in un coro di voci
alternate su tele molto spesso di iutta, dove la povertà dei materiali e la
semplicità delle forme, scelte per esprimere una dimensione tanto sensoriale
quanto emotiva, racchiudono in realtà la complessità e la forza delle emozioni e
di quel pathos che è alla base del fare artistico. La Kac ricrea abilmente,
nella trappola bidimensionale del supporto pittorico, istanti e pensieri che non
hanno forma fisica. Le sinapsi, le connessioni, le sensazioni dell’artista si
fondono nel colore e si cementano sulla tela. È poi nell’interazione tra artista
e spettatore che avviene il passo successivo. È il fruitore a prendere in mano
le redini del gioco tra attante e attore e a proiettarsi all’interno delle opere
dell’artista con il proprio background sensoriale e sensibile. In questo gioco
di riflessi al contrario l’artista diventa spettatore e viceversa. Attraverso la
forza disarmante dei materiali poveri e di una semplicità di linguaggio
innegabilmente efficace, Marion Kac raggiunge rapidamente lo spettatore
svelandosi poco a poco attraverso l’inversione nel gioco delle parti.
L’artista si fa dunque
portavoce dell’inquietudine dei tempi moderni, chiamandosi però fuori da
chiacchiere retoriche e sterili ponendosi al centro di un discorso personale
rivolto allo spettatore. Le tele di grande formato rappresentano il riassunto di
un quotidiano tanto personale quanto universale. L’artista, la donna ed il suo
doppio: lo spettatore.
La sottile linea rossa che
divide artista e fruitore si dissolve senza esitazione nel linguaggio visivo,
assolvendone a pieno le aspettative.
Se è vero che l’arte è
linguaggio Marion Kac raggiunge se stessa ed il suo pubblico con la semplicità
di parole personali e universali proprie ed altrui.
Giorgia
Marotto
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